Voglio innanzitutto ringraziare Google Maps per aver proposto il tema che consente di descrivere la posizione ed il profilo della Guida Locale. A mio avviso, si tratta di un argomento di fondamentale importanza e che racchiude tanti aspetti della vita e della Passione quotidiana di ogni G.L.
Sono nato il 28 novembre di 4 lustri fa… quindi secondo l’astrologia, che seguo molto, sono del segno del Sagittario. Questo mio profilo astrale mi ha sempre sostenuto a compiere gesta ed azioni che mi proiettassero verso lidi più lontani. Sono sempre stato un viaggiatore “virtuale”, ho sempre sognato di conoscere nuovi posti, nuove opportunità, persone con carattere e stile di vita diversi dal mio.
Sono nato a Villamagna, un bellissimo paese di 2.500 abitanti circa, situato nella provincia di Chieti, distante 250 km. Est da Roma. Di fronte casa mia si vede il Mare Adriatico, dopodiché si arriva in Jugoslavia. Ho già ampiamente descritto la mia collocazione geografica su Maps ed ho preparato e pubblicato diversi video.
Ho avuto un’infanzia tranquilla, paesana. Tanti zii (mio padre aveva tanti fratelli e sorelle, una ventina in tutto), l’affetto non mi è mai mancato.
A scuola andavo benino perché ho sempre avuto maestre e maestri che si impegnavano molto nella loro professione. All’epoca la vita non risentiva delle contrarietà e malvagità che stanno attanagliando l’intero pianeta. Ricordo ancora le spiegazioni del miei maestri delle elementari: l’analisi grammatica, logica e tante altre bellissime cose che mi hanno aiutato a crescere con un livello di cultura sufficiente per essere conosciuto ed apprezzati nella società odierna.
Ho conseguito la Licenza di Scuola Elementare, dopodiché mi sono iscritto alle Scuole Medie “Michelangelo Buonarroti” di Villamagna. Prima di approdare alle Scuole Medie, in me è sempre stato vivo il ricordo di quello che mi raccontava mio nonno Luigi (il padre di mia madre). Egli mi raccontava, quando avevo l’età di 9 anni circa, di tutte le peripezie che ha subito (come tutti gli altri abitanti della zona) durante la seconda guerra mondiale. Mi diceva che avendo avuto la possibilità di leggere dei libri che gli prestavano i preti e le suore della zona, era riuscito ad imparare le nozioni basilari della lingua francese ed inglese. Mi raccontava e parlava quasi ogni giorno in francese, inglese ed un pochino di tedesco. Mi diceva che anch’io avrei dovuto imparare quelle lingue straniere, ma io a quella età non capivo nulla… e mi disperavo perché quelle cose cominciavano a piacermi e non c’era un posto dove poter imparare quelle lingue.
Il 13 luglio 1969 (avevo 8 anni, giorno di Santa Margherita, protettrice del mio paese), parlando con l’allora prete del mio paese, l’indimenticabile Don Vincenzo, intimo amico mio e di mio nonno,) ho esposto il mio problema al prete…
Quel giorno, “m’illuminai d’immenso…” è una bellissima poesia scritta da uno dei più famosi poeta italiani dopo la guerra, Giuseppe Ungaretti. Don Vincenzo mi disse “Patrizio, se hai questo desiderio di imparare le lingue straniere, non ti devi preoccupare perché quando comincerai a frequentare le scuole medie studierai la lingua francese…” ed io, parzialmente soddisfatto, replicai “e la lingua inglese quando la imparerò?” Don Vincenzo mi diede un’altra bellissima notizia… mi disse “per la lingua inglese dovrai crescere, dovrai aspettare, dovrai andare a studiare a Chieti in qualche scuola dove la insegnano…”, Non dimenticherò mai quei nobili suggerimenti che mi hanno dato la forza di studiare con raziocinio, perché il mio obiettivo era quello di apprendere le lingue straniere per conoscere meglio il prossimo ed aiutare la società proveniente da Paesi stranieri.
Con il passare del tempo, ho studiato tanto, avevo bei voti in tante materie ed il “9” in francese non lo dimenticherò.
Dopo aver preso la Licenza Media, andai ad iscrivermi a Chieti, al mitico “Ferdinando Galliani”, un Istituto Tecnico dove si studia anche la Ragioneria: è stato lì che ho studiato anche la lingua inglese, grazie e soprattutto, al magnifico Professore Michele che tanto mi ha appassionato con i suoi insegnamenti facendosi apprezzare per quella lingua più di ogni altra cosa. Arriviamo agli Esami di Stato…
Allora, nel 1981, non c’era quasi nulla dalle mie parti, a mala pena potevi trovare qualche macchina da scrivere elettrica e da calcolo della Olivetti con le quali ho iniziato a formare le mie basi da ragioniere. Si batteva a macchina con la carta carbone, quando si andava negli uffici si sentiva il tintinnio assordante della macchine da scrivere. Io ero bravissimo a battere a macchina con dieci dita, ero velocissimo. C’era più vita, si era sereni, non si era afflitti dal problema di “arrivare a fine mese con lo stipendio” perché allora le cose costavano di meno, erano migliori e si guadagnava di più e la gente non era esaurita mentalmente.
Parlavamo dei famosi Esami di Stato… non c’era ancora la tentazione di avvalersi delle tante cose che c’erano in giro per il mondo, tipo il fax, i mass-media, internet e così via. Però, qualcosa si muoveva per quanto riguarda l’Unione Europea, da poco esistente e cominciavano ad aleggiare i primi interessi per le lingue straniere…
L’impossibile è successo nella primavera del 1981, periodo in cui il Ministero della Pubblica Istruzione pubblicava (e a tutt’oggi continua a diramare) l’elenco delle Materie oggetto degli Esami di Stato a cui tutti gli studenti erano obbligati ad attenersi per sostenere gli Esami.
L’allora Ministro della Pubblica Istruzione, Dr. Prof. Guido B., annunciò che, per gli Istituti Tecnici Commerciali e per Geometri, la Prima Materia degli Esami era… la Lingua Inglese…mai annunciata prima di allora…
Lascio a voi immaginare il mio stupore e quello del mio Professore.
Quando ci vedemmo a scuola, mi disse il Professore, “Patrizio, tu mi hai già capito: mi devi regalare la soddisfazione di diplomarti nella lingua che ti sto insegnando e che ti sta affascinando…”
Come potevo deludere le aspettative del mio Professore?
Da premettere che, con gli studi condotti a Chieti per diplomarmi di Ragioneria, ha avuto un impatto notevole nel mio comportamento caratteriale, perché ho dovuto cambiare stile di vita, prendere tutti i giorni l’autobus confrontarmi con delle realtà diverse e così via…
Si è trattato di una fase della mia vita molto particolare, a tal punto che ho dovuto ricorrere ale delle Suore dell’Istituto del mio paese.
Villamagna, torna a rivivere l’ex Istituto de Piis
che si trova nel mio paese.
In quel convento hanno studiato (grazie al prestigioso insegnamento della Sorella Angela D’Ignazio (a.Suor Francesca) e, da quelle fiorenti aule si sono formate, culturalmente e socialmente, diverse personalità che, nel corso degli anni, dopo essersi diplomati e laureati, hanno assunto posizioni di rilievo nelle varie Strutture Amministrative della Repubblica Italiana nel periodo a cavallo tra gli anni ’70 e 80, quando le cose funzionavano bene. Ricordo con piacere quando, al primo anno che iniziai a studiare in quel convento , dopo essere stato promosso, la Suora. La mia anima, mi insegnò a costruire il pensiero. Diceva che, quando si doveva scrivere una lettera, bisognava creare la “testa”, farla camminare con “l’ingegno del cervello”, farla viaggiare verso l’Olimpo degli Dei" con la Speranza di ricevere il loro “imprimatur” Mi premiò, andammo a fare una tendopoli a Roma, al monastero del Divino Amore:
(Foto ricordo con Suor Francesca e mio fratello alla Tendopoli.)
io mi trovo alla destra della foto, ho un libro in mano, con Suor Francesca. Sulla mia destra c’è mio fratello, di seguito una ragazza bergamasca e, per finire, il simpaticissimo Don Alfonso. Abbiamo trascorso otto giorni alla Tendopoli Mariana. Prima di tornare a casa, andammo alla Basilica di S.Pietro…dove successe l’incredibile…una cosa che non avrei mai immaginato…Suor Francesca era intima amica di…. Papa Paolo VI
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il quale ci invitò a pranzare con gli altri cardinali per una riunione. Non vi dico della mia emozione, nella Mensa pontificia…
Tornando agli Esami di Stato, fui l’unico candidato della Repubblica Italiana a portare come Prima Materia la Lingua inglese. Ho stupito tutta la Commissione Esaminatrice per il modo di espormi, a tal punto da dichiararmi “Maturo” senza aspettare l’esito della riunione del Commissione.
Si è trattata di una grande soddisfazione per me e per il Professore, il quale ebbe a dire che neanche dopo aver discusso la sua tesi di laurea era così emozionato.