Lo sai che puoi fare una passeggiata a Londra, pur restando a Roma e senza prendere l’aereo?
No, non sono impazzita, sto dicendo la verità: se vuoi passeggiare e respirare per un momento la vita londinese, basta andare nel quartiere Flaminio, a Viale del Vignola.
Lì troverai una piccola strada, chiusa da un cancello, con cartelli che sembrano urlare il divieto di transito, perché “Proprietà Privata”, ma solo per far desistere l’invasione dei curiosi, perché di curiosità a visitarla ne suscita molta.
La strada è Via Bernardo Celentano, ma ormai è conosciuta con il nome di “Piccola Londra” e l’entrata si trova all’altezza del civico 24 di Viale del Vignola.
Non è lunga (sarà circa 200 metri), non ci sono negozi, ma solo palazzine, costruite come villette, una vicina all’altra, distinte tra loro da cancelli in ferro e portoni in legno. Camminando, puoi sognare di essere a Notting Hill, … con i sanpietrini per terra!
Questa porzione di territorio urbanistico così fuori dal tempo, ha ovviamente una sua storia.
L’inizio della sua costruzione è datato nel 1907, e la fine della edificazione avviene nel 1913. Nel 1909 Ernesto Nathan fu eletto sindaco di Roma, e il progetto della costruzione residenziale delle villette di Via Celentano seguirono le regole del suo piano regolatore edilizio che prevedeva, per i fabbricati residenziali, una altezza non superiore ai 24 metri e massimo di due piani, dotati di cancelli in ferro davanti ai portoni.
Nathan era già noto nell’ambiente politico per le sue tendenze mazziniane (oltre ad essere anticlericale) e la sua ambizione era di portare Roma all’altezza di tutte le altre capitali europee. L’architetto che diresse i lavori fu un entusiasta Quadrio Pirani, famoso per aver costruito il rione San Saba e poi il quartiere Montesacro.
Fu proprio il Pirani a disegnare le villette in due file ben ordinate, ognuna con il suo giardino, cancello in ferro e scala di accesso in pietra davanti all’ingresso principale, rispettando quindi il piano edilizio del sindaco Nathan.
Se volete visitarla, vi informo che troverete cartelli di divieto di accesso, oltre ad essere interdetta al traffico. Ma solitamente il cancello è aperto ed è possibile entrare.
Mi raccomando però la discrezione e il rispetto della zona, poiché c’è una vecchia diatriba tra i residenti della strada contro …. il resto di Roma!
Alcuni di loro asseriscono che la strada è privata e che non dovrebbe neanche avere un nome, poiché quello “spazio urbanistico” è, in realtà, il cortile delle palazzine.
Pare che ci sia anche un contenzioso contro il comune della capitale, datato ormai da anni.
Ma tutto questo non toglie il fascino di questa piccola via, che resta un scorcio storico sulla urbanizzazione della capitale nel 1900.
