Nel 1930, Mussolini firma l’alleanza con Hitler.
Ma la fiducia nei confronti del nuovo “alleato” non è così grande, quindi di concerto con l’esercito italiano, decide la costruzione della linea “non mi fido”, costituita da decine di bunker difensivi.
Questo è situato a Dobbiaco (Toblach) in Val Pusteria, e controllava la strada che dall’austria portava in alto adige.
Dopo la seconda guerra mondiale, è stato a lungo utilizzato come estrema difesa in caso di invasione sovietica dall’ungheria, durante la guerra fredda.
Il suo nome in codice è “Emma”, ed è stato in uso fino al 1993; dopo di allora è andato in proprietà ai contadini che possedevano il fondo ed utilizzato come deposito di patate; negli ultimi anni, grazie ad una associazione, è stato ristrutturato e trasformato in museo.
Durante il presidio, gli uomini all’interno potevano avere fino a un mese di autosufficienza; i servizi igienici erano costituiti da due semplici buchi, che dovevano servire per 30 soldati.
Il bunker era dotato di un cannone anticarro e di una mitragliatrice pesante (fino a 6000 colpi al minuto) per la difesa dalla fanteria.
Questo servizio fa parte dei servizi gratuiti che effettuo (uno al mese) per attività che hanno un interesse storico/artistico e basso budget.
