Se c’è una cosa che adoro fare - sia in viaggio sia in semplice uscita “di vicinato” - quella è scoprire le aree verdi delle città: sono il posto ideale per una pausa relax, lontane dalla folla ma comunque a due passi da tutto. La combinazione perfetta!
Quando poi l’area è un parco di valore storico-artistico completo di laghetto, grotte artificiali e ruscelli che si snodano tra alberi secolari, la tappa per me è assicurata.
Parco Marenzi fa parte di quei giardini che hanno accompagnato Bergamo nella storia senza essere snaturati o cementificati (fra gli altri si contano Parco Caprotti e il Parco della Rocca).
Nato come parco privato dell’omonimo palazzo, dimora seicentesca il cui ingresso si trova su via Pignolo, è divenuto proprietà del Comune di Bergamo nel 1973; da allora delizia adulti e bambini con la sua ombra, la frescura dell’acqua e le molte essenze, fra le quali si trovano anche alberi di specie esotiche, soprattutto palme. Vi si respira ancora oggi la cultura e l’amore per l’arte che guidarono le scelte abitative di molte famiglie nobili bergamasche.
Come altri parchi storici è racchiuso fra muri ed edifici che lo nascondono e proteggono - quasi un’oasi segreta. Lo si intravede solo dall’ingresso su Via Frizzoni e da qualche breve tratto in cui i muri perimetrali sono stati sostituiti da recinzioni metalliche.
Anche una volta entrati, i 9000 mq del parco non si rivelano per intero, sono tutti da scoprire lentamente. Ci si addentra nel suo cuore seguendo uno dei sentieri ghiaiosi e, ad ogni angolo, ci si imbatte in una piccola meraviglia, naturale o artistica.
Il punto più bello è senza dubbio il laghetto, sovrastato da una piccola grotta artificiale. Entrando nella grotta si possono scoprire scorci particolari, così come dalla sua sommità, dove si trova un piccolo belvedere accessibile tramite scaletta di pietra che si inerpica lungo il fianco della grotta stessa.
Piccolo aneddoto: in passato il laghetto era alimentato dalla roggia adiacente, come molti dei bacini acquiferi bergamaschi (e i fossati dei castelli, ad esempio il Castello di Pagazzano). Ha una superficie di ben 600 mq, fino a un paio di anni fa abitato da cigni, germani reali e qualche airone, trasferiti poi al Parco della Trucca in occasione della chiusura del parco per restauri. Durante la passeggiata di incontrano anche isolette artificiali e una torre in stile neogotico di fine XIX sec.
Come accennato, il parco è stato chiuso per alcuni mesi e ha riaperto al pubblico a maggio 2019. Il suo grande cedro fa parte dell’elenco degli alberi monumentali di Bergamo ed è stato messo in sicurezza con funi da nave, le stesse con le quali i rimorchiatori trainano le grandi navi in porto (quindi con resistenza di qualche tonnellata). Sono stati fatti anche altri restauri e lavori di manutenzione per riportare il parco alle origini.
Il parco è peraltro sottoposto a vincolo di tutela monumentale dalla Soprintendenza Archeologica, di Belle Arti e del Paesaggio di Bergamo dal 1980 (vincolo n. 186), insieme all’adiacente Palazzo dei Conti Marenzi. Il palazzo purtroppo non è visitabile perché residenza privata, ma se esplorate Parco Marenzi non mancate di fare un salto in via Pignolo e ammirarne almeno la facciata e il cortile interno.
I parchi pubblici sono uno specchio della città in cui si trovano. Parco Marenzi è ben custodito, curato, tranquillo, e contiene anche opere di valore storico-artistico. Gli adulti lo apprezzeranno per la tranquillità e l’aria più pulita, i bimbi per i prati e i boschetti dove rincorrersi e giocare. E’ il luogo ideale anche per una corsa in mezzo alla natura, se amate fare sport all’aria aperta ma non volete allontanarvi dalla città.
Visitarlo è stata una bella esperienza. Consiglio a chi non lo ha mai visto di andarci, sia in estate quando il caldo rende l’ombra degli alberi ancora più preziosa, sia in inverno quando i visitatori sono meno numerosi e si può entrare in comunione con la natura circostante, oltre che apprezzare al meglio gli elementi architettonico-scultorei.
Gli orari di apertura possono variare in base alla stagione, quindi è bene controllarli prima di visitarlo.
Il parco ha un solo accesso e almeno due custodi. Non è possibile portare all’interno bottiglie di vetro. E’ agevolmente accessibile anche ai disabili, l’unico tratto un po’ difficile potrebbe essere l’ingresso in ciottolato, che ha una leggera pendenza in salita.
L’ingresso è gratuito.
Facile da raggiungere a piedi dal centro, si trova ad appena 5 minuti da Via Pignolo bassa e da inizio Via Borgo Palazzo, circa 15 da Porta Nuova. Se arrivate in macchina avete anche due parcheggi comodi, uno è il parcheggio dietro al Pam di Via Camozzi 99 (sulla strada o a pagamento quello interno sopraelevato), l’altro è il P-hus di Via Camozzi 138; un terzo, un po’ più distante, è il Predaparking nei pressi del Palanorda.





